giovedì 17 ottobre 2013

Belgio e Colombia: Attenti a quei due

Ci sono due formazioni che alle qualificazioni per i Mondiali hanno fatto pensare che la geografia delle nazionali forti sta cambiando. 


Belgio e Colombia giocheranno in Brasile l'estate prossima. Lo faranno con la consapevolezza che affermarsi in quel genere di competizione non sarà affatto facile. Ma niente impedirà loro di battersi fino all'ultimo, di affrontare a viso aperto compagini più esperte e rodate.

I Diavoli Rossi hanno letteralmente dominato il girone di qualificazione.
Otto vittorie e due pareggi, con sole 4 reti subite, ben 18 segnate e tanti saluti a Croazia e Serbia che rimangono dietro. Qualificazione raggiunta con una partita di anticipo.
Un gioco accattivante e offensivo. Forse manca un po' di costanza nell'arco dei 90', ma è sicuramente una delle formazioni più pericolose che si affaccia al prossimo Mondiale.

Gestita dal selezionatore Marc Wilmots, in campo si fa guidare dall'estro e dai piedi del genietto del Chelsea Eden Hazard che ha letteralmente fatto impazzire avversari e tifosi nell'ultimo anno. Aiutato da compagni di reparto di grande talento come Lukaku, Benteke, Mertens, Mirallas e De Bruyne. Un attacco di grande tecnica e fantasia, ma che al contempo sa essere anche devastante sotto il profilo fisico. Una vera armata.
Questa efficacia non può derivare soltanto da un attacco formato da campioni in erba.
E' vero, ho cominciato a tessere le lodi di questa squadra partendo dal reparto avanzato, dalla sua stella, dal numero 10. Grave errore.
Il Belgio, infatti, può fare affidamento su un pacchetto difensivo e un centrocampo di grande esperienza e non meno importanti dell'attacco. Vermaelen, Vertonghen, Kompany, Fellaini e Defour darebbero sicurezza a qualunque CT e a questi si aggiungono anche giovani di prospettiva come il neo-acquisto dell'Atletico Madrid Toby Alderweireld. Dal club di Simeone provengono anche le chiavi della porta di questa nazionale: Thibaut Courtois. Ragazzo il cui cartellino appartiene al Chelsea, ma non aveva voglia di fare panchina nell'anno del Mondiale. Come dargli torto. Ultimamente ha scalzato Mignolet (Liverpool) dal ruolo di titolare. Non uno qualunque.

Così il Belgio torna a giocare un Mondiale dopo dodici anni.
Proprio Wilmots fu protagonista, ma da giocatore, in Corea e Giappone. Tre reti segnate nei gironi e qualificazione raggiunta alle spalle del Giappone.
Poi agli ottavi contro il Brasile non ci fu storia. Quelli che sarebbero diventati "Pentacampeones" avevano un altro passo, un altro livello di gioco. Avevano un compito: dovevano scrivere un altro pezzo di storia.

Proprio Eden Hazard ha dichiarato che la sua nazionale non andrà in Brasile per giocare le tre partite del girone e accontentarsi di aver partecipato.

Mancherà un pizzico di esperienza, questo è certo. Ma faranno di questo la loro forza. Spregiudicati e con la consapevolezza che da perdere c'è ben poco. Così, forse, le chance di dimostrare il loro valore aumentano.


La Colombia, invece, andrà in Brasile sapendo di essere assolutamente al livello di altre grandi squadre, e di avere poco da temere.
La fiducia e la consapevolezza nei propri mezzi non mancano alla squadra di Josè Pekerman.
Lo testimonia il quinto posto (forse migliorerà a breve) nel Ranking Fifa. Ce lo dicono i risultati che sta conseguendo negli ultimi anni. Soprattutto ce lo conferma il gioco e la crescita di un gruppo ormai consolidato ed ben rodato, che dispone anche di ottime individualità.

Molti dei giocatori che hanno preso parte al girone di qualificazione giocano nella nostra Serie A.
Dai "napoletani" Armero e Zuniga all'"interista" Guarìn, passando per i vari Cuadrado, Muriel, Yepes e Zapata.
Sono quelli che per i più costituiscono una certezza per Los Cafeteros.
Questi appena citati sono solo alcuni dei giocatori che hanno portato la Colombia alla qualificazione e ai vertici del Ranking.
Jackson Martinez e Radamel Falcao sono, ovviamente, le due stelle della squadra. Sulla loro straordinaria tecnica e fisicità e, soprattutto sulla loro efficacia sotto porta, questa nazionale ha costruito le sue recenti fortune.

La forza di questa squadra, però, non è solo la mera somma di calciatori più o meno validi individualmente.
E' stato straordinario notare con quanta facilità, nel corso della scorsa stagione e delle recenti uscite, si siano inseriti elementi più giovani e quindi alle prime convocazioni in nazionale maggiore.
Su tutti si sono messi in evidenza Juan Fernando Quintero, la scorsa stagione al Pescara; e James Rodriguez, acquistato in estate dal Monaco per una cifra di poco superiore ai 35 milioni di euro.

Los Cafeteros mancano ai Mondiali da quel Francia '98 in cui vennero eliminati ai gironi. Non furono che una comparsa in quel torneo. Non giocò il suo miglior Mondiale il riccioluto Carlos Valderrama, giustificato dall'età: 37 anni compiuti qualche mese dopo la triste eliminazione.
Non fu in grado di trascinare i suoi neanche Faustino Asprilla. Quattro stagioni e tante capriole dopo ogni gol con la maglia gialloblù del Parma. Ma anche lui aveva già finito il suo periodo d'oro con la maglia della nazionale (anche se continuerà ad indossarla per diversi anni).


Belgio e Colombia giungono al Mondiale da vere protagoniste e con la convinzione di poter arrivare fino in fondo. Dopo tutto sono squadre di prima fascia, e come tali si comporteranno.






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